La storia del tempo

Ogni tempo ha una sua storia, ogni persona ha la sua storia e questa storia è il suo tempo! Ciascuno di noi fin dalla nascita, possiede dentro la propria anima una sua poesia che crescerà a mano a mano che imparerà a conoscere se stesso prendendo sempre più coscienza di sé. La mia arte poetica si è potuta esprimere materialmente solo all’età di sei anni, quando dopo aver imparato a scrivere, ho composto la mia prima poesia “Il Fiore” e ho potuto cominciare a raccontare con la grafia i miei primi “vagiti letterari”, quello che pensavo o che provavo; c’è chi nasce con la camicia e chi con la penna in mano come me… ma non lo sapevo!

la storia del tempoCol passare degli anni, mentre crescevo, presi cognizione della mia forza e del mio intelletto; ho avvertito il bisogno, dapprima di comporre in versi le mie poesie e poi di cimentarmi con la realizzazione del mio primo libro intitolato: “Jack Buckle e il mistero della statuina di terracotta”.

Miei cari lettori, quello che voglio ribadirvi è ciò che sapete già: non è mai troppo tardi per nulla, sia per crescere sia per scrivere! Come ho già accennato qualche riga più su, ogni persona ha il suo tempo e non importa quanto ne abbia a disposizione… si può vivere intensamente, vibrando d’amore anche per un solo secondo, oppure “esistere” per sempre ma vuoti dentro. In questo lampo della mia vita, la letteratura e la poesia sono diventate le mie passioni più grandi, unite però anche a tutte quelle altre cose che apparentemente possono sembrare banali e futili, come ad esempio potare una pianta o versare del caffè.

Purtroppo oggigiorno si scrive tanto e si legge poco, credendo, a mio avviso in  modo errato, che il tempo dedicato alla lettura sia da ritenersi sprecato esistendo cose molto più importanti da fare, come terminare quel videogioco alla playstation che tanto ci ha fatto appassionare il giorno prima; basti pensare, che se si vuole uccidere simbolicamente una persona come essere pensante, occorre solo privarlo della sua storia intesa come cultura e il gioco è fatto… e questo gioco vale la candela? Bisogna ora riflettere su un concetto secondo me molto importante che riguarda comunque il nostro tempo: tante volte sembra semplice descrivere chi siamo, o perlomeno crediamo che questo sia facile, ma ovviamente non è così.

In molti casi è più facile conoscere chi ci sta davanti che noi stessi. “Io sono colui che nessun altro potrà mai essere”, diceva mio nonno, e aveva ragione! Noi siamo formati da infiniti “io” e già il nostro io di adesso mentre stiamo leggendo, è differente da quello di pochi secondi fa perché anche se non ce ne siamo accorti, durante questi pochi attimi trascorsi ci siamo arricchiti o impoveriti di qualcosa! Allora chi siamo noi realmente? Quale tra tutti gli infiniti io che ci compongono come persona, è quello vero? Forse la risposta esatta a questa seconda domanda è che non esiste! Siamo tutti e nessuno, e sarà solo la nostra libera scelta a determinare di esistere oppure no!

L’illusione della libertà porta ad avere non più valori, ma sempre più schiavi del sistema; la nostra libertà comincia dove termina il vincolo all’etichetta, quando decidiamo di spiegare le ali e di arrenderci finalmente ai nostri sensi e alle nostre emozioni, perché il viaggio inizia dove finisce la noia.

Comunque, ci mancherà l’odore della libertà quando e se riusciremo ad essere finalmente liberi, perché solo quando si è schiavi di qualcosa o di qualcuno, questa la si apprezza come si dovrebbe e le si dà il giusto valore; il tempo ci consuma, il tempo ci trapassa e ci trasporta via, il tempo ci appartiene, il tempo fa la nostra storia… utilizziamolo al meglio e facciamo in  modo che non sia più lui a dettare le nostre regole, ma che diventi lui nostro schiavo fino a che esaurirà la sua potenza e ci condurrà nel cronòtopo, dove lì non conterà forse più niente e ci lascerà finalmente liberi di spaziare tra i colori dei nostri pensieri per l’eternità!

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